Forum ANIV 2018: ANCAL tutela i commercialisti nei rapporti con l’Inps

Con la partecipazione dei vertici nazionali di ANCAL al 36° Forum Aniv, ad un anno dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra la stessa sigla sindacale e l’ANIV, si è rafforzata la collaborazione sinergica tra le due specifiche associazioni, confermando così lo spirito di condivisione di progetti, pure formativi, già sperimentati in altre occasioni a livello regionale.

Nell’aprire i tre giorni di lavori nella splendida cornice di Marina di Camerota, Giancarlo Sponchia, presidente nazionale Aniv, ha offerto ai numerosi intervenuti interessanti spunti di riflessione su un tema giuslavoristico di grande attualità, quale quello dell’innovazione e della flessibilità lavorativa con riguardo alle tutele e ai diritti, il tutto focalizzando l’attenzione sull’affermarsi sempre più prepotente del lavoro digitale.

In particolare, tutti i relatori si sono soffermati, richiamandola, sulla gig economy, quale espressione principale della web economy, rispetto alla quale si è sviluppato il confronto tra giuslavoristi e rappresentanti sindacali datoriali e dei lavoratori, al cospetto di una folta platea di ispettori di vigilanza sempre più sensibili alle nuove frontiere di lavori, non facilmente ascrivibili all’area della etero-direzione.

“Economia digitale che, in nome della condivisione e della sostenibilità, determina comunque una destrutturazione del lavoro – ha affermato sul punto Gian Piero Gogliettino, segretario generale ANCAL, nel corso del suo intervento -, ponendo al contempo importanti interrogativi, anche di natura etica, circa i risvolti negativi in termini di mercantilizzazione e mercificazione del lavoro, nonché di dumping sociale e retributivo, rispetto ai quali il lavoratore rischia di pagare il prezzo più alto”.

“Purtuttavia – continua Gogliettino – dinanzi a un fenomeno socio-economico così incalzante, gli addetti ai lavori non possono certamente osteggiarlo, ma devono diversamente assumere un approccio proattivo, e dunque affrontare e governare la sfida, soprattutto perché foriera di nuove opportunità occupazionali, così da ricoprire un ruolo centrale la formazione, quale principale misura di politica attiva del lavoro, particolarmente sostenuta dal nostro legislatore attraverso il Piano Impresa 4.0”.

“La questione centrale consisterà – conclude Gogliettino – nel concentrare l’attenzione, più che sulla qualificazione giuridica delle precipue attività lavorative, sulle necessarie e connesse tutele da apprestare ai lavoratori, potendo rappresentare la giusta risposta la definizione di uno Statuto dei lavori, che non può però prescindere da una sempre più indispensabile legge sulla rappresentatività sindacale, anche per dirimere l’altro annoso problema, ai fini retributivi, dei contratti leader e non”.

Interessante pure l’intervento della dott.ssa Gabriella Di Michele, direttore generale INPS, che ha ribadito il ruolo e l’importanza della vigilanza documentale (i.e. Frozen) associata alla vigilanza “sul campo”, considerando comunque quest’ultima attività particolarmente strategica e necessaria ad arginare, sui territori, fenomeni di lavoro in elusione, non facilmente rintracciabili con la sola azione formale.

È stata, inoltre, anticipata la messa a punto, da parte dello stesso Istituto previdenziale, di una Dichiarazione preventiva delle Agevolazioni (i.e. DPA), in una logica di rafforzamento dei controlli ex ante, soprattutto riguardo al godimento delle agevolazioni contributive, cosicché si potrà interrogare il fascicolo economico della ditta al fine di evitare l’utilizzo improprio dei benefici contributivi, in assenza di condizioni di regolarità.
In relazione a quest’ultimo punto, Ancal ha segnalato alla Direzione centrale Entrate dell’INPS la criticità connessa alla “DiRes.Co”, dichiarazione di responsabilità del contribuente per l’accesso ai benefici contributivi attiva su tutte le agevolazioni contributive dal 2015, laddove vede l’intermediario delegato unico sottoscrittore, dovendo diversamente essere responsabile della sola trasmissione telematica.

Per risolvere la questione, ANCAL ha proposto la possibilità di allegare alla richiesta dell’agevolazione contributiva la dichiarazione di responsabilità sottoscritta direttamente dal datore di lavoro, unico fruitore della peculiare decontribuzione, deresponsabilizzando così correttamente il professionista rispetto a dichiarazioni connesse a fatti e situazioni che non possono essere assolutamente nella sua disponibilità e di sua diretta conoscenza.